La tavoletta bifronte attribuita ad Antonello da Messina, Madonna con il Bambino benedicente e un francescano in adorazione (recto) - particolare

Tavola bifronte di Antonello da Messina al Mume

Case study di documentazione fotografica per Museo Regionale Accascina di Messina e mostra ad Agrigento

Il “piccolo Antonellino” tra Messina e Agrigento

La tavola bifronte di Antonello da Messina conservata al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina (MuMe) è un’opera devozionale di piccole dimensioni ma di grande intensità. Al recto presenta la Madonna con il Bambino benedicente e un francescano in adorazione. Al verso troviamo un Ecce Homo dallo sguardo diretto e partecipe. In pochi centimetri si concentrano finezza del dettaglio, richiami alla pittura fiamminga e una sensibilità profondamente raccolta.

Il MuMe racconta la presenza dell’opera in prestito alla mostra di Agrigento nel post dedicato al “nostro Antonellino”, che ne sottolinea il valore all’interno della collezione museale: leggi il post sul sito del MuMe.

L’incarico: committente, obiettivi e destinazioni d’uso

Il Consorzio Progetto Museo ha affidato al mio studio il lavoro di documentazione fotografica, su segnalazione del MuMe che mi considera fotografa di fiducia per la ripresa delle opere. Referente del Consorzio è l’amministratore unico Alessandro Martello. Il progetto rientra in un percorso di valorizzazione e comunicazione del patrimonio del Museo Regionale.

L’incarico prevedeva obiettivi chiari e concreti:

  • realizzare una riproduzione fotografica ad altissima qualità della tavola bifronte;
  • fornire un file idoneo alla stampa di un pannello sostitutivo da collocare al MuMe durante l’assenza dell’opera;
  • produrre immagini utilizzabili anche in ambito editoriale e divulgativo.

Durante il prestito alla mostra “Tesori d’arte dai musei nazionali”, allestita a Villa Aurea nel Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, il pannello consente al pubblico di trovare comunque la tavola all’interno del percorso. In questo modo il racconto espositivo su Antonello e su Messina rimane continuo.

Approccio fotografico: dal set al file finale

Progettazione del set e rispetto delle esigenze conservative

Ho progettato e condotto la sessione di ripresa in autonomia, rispettando le indicazioni conservative del Museo. Ho definito l’orientamento dell’opera, la distanza macchina/oggetto e la disposizione delle sorgenti luminose. L’obiettivo era coniugare tre elementi: massima leggibilità dei dettagli pittorici, assenza di deformazioni prospettiche e fedeltà cromatica rispetto all’originale.

  • Ho pianificato un set stabile e perfettamente ortogonale al piano dell’opera.
  • Ho calibrato le luci per ridurre riflessi e bagliori sulle superfici.
  • Ho scelto inquadrature che rispettano formato e proporzioni della tavola.

Gestione della luce e resa materica

Per la tavola bifronte ho lavorato con luce controllata, così da valorizzare la trama della pellicola pittorica e le variazioni di superficie. La messa a fuoco è stata molto accurata su occhi, mani, bordi del manto e margini della tavola. Questo approccio permette di restituire la densità della pennellata e le sfumature dei passaggi tonali.

Anche il workflow colore è stato curato in ogni passaggio. Ho mantenuto coerenza fra profili di ripresa, sviluppo del file RAW e preparazione del master per la stampa del pannello e per l’uso editoriale. In questo modo luci, ombre e cromie risultano il più possibile fedeli all’opera originale.

Tipologie di immagini prodotte

Per rispondere alle diverse esigenze di utilizzo ho realizzato più tipologie di immagini:

  • riproduzioni neutre con sfondo uniforme e centralità dell’opera, pensate per il pannello e per il catalogo;
  • fotografie che inquadrano la tavola nel contesto museale, utili per la comunicazione istituzionale;
  • uno scatto “di cantiere” in cui compaio di spalle mentre fotografo l’opera, che racconta il lavoro dietro le quinte del museo.

Il pannello sostitutivo al MuMe

Una delle principali destinazioni del file è stata la stampa di un pannello sostitutivo esposto al MuMe per tutto il periodo del prestito. Il pannello permette di:

  • segnalare al pubblico che la tavola fa parte della collezione permanente;
  • spiegare l’assenza temporanea dovuta al prestito per mostra;
  • mantenere vivo il racconto su Antonello da Messina e sul ruolo della città nel Quattrocento.

In questo contesto la qualità della riproduzione fotografica incide direttamente sull’esperienza di visita. L’immagine non sostituisce l’opera, ma aiuta il visitatore a orientarsi, a comprendere il percorso e a percepire il legame fra museo, territorio e reti nazionali.

La mostra di Agrigento e il catalogo Silvana Editoriale

La tavola bifronte è parte della mostra “Tesori d’arte dai musei nazionali”, ospitata a Villa Aurea. Il percorso espositivo riunisce opere provenienti da diversi musei nazionali italiani e attraversa più secoli di storia dell’arte. Dalle tavole quattrocentesche si arriva a dipinti di epoche successive, in un dialogo continuo tra artisti, collezioni e luoghi differenti.

La fotografia che ho realizzato viene usata anche nel catalogo della mostra, pubblicato da Silvana Editoriale. In questo modo il lavoro di documentazione si estende oltre il museo e accompagna la fruizione editoriale dell’opera. Maggiori informazioni sulla mostra e sul catalogo sono disponibili qui: Tesori d’arte dai musei nazionali – Silvana Editoriale.

Il post pubblicato dal MuMe e curato dal Museo Accascina, dedicato al “nostro Antonellino in mostra ad Agrigento”, offre uno sguardo sintetico sul ruolo dell’opera nella rassegna e sull’importanza del prestito: leggi l’articolo del MuMe.

Un tassello nella mia ricerca sulla fotografia di opere d’arte

Questo progetto rientra in un percorso di lungo periodo dedicato alla fotografia di opere d’arte, con particolare attenzione alle collezioni siciliane e al patrimonio di Messina. La tavola bifronte di Antonello da Messina richiede uno sguardo attento e consapevole: è insieme oggetto di devozione, documento storico e riferimento museale.

Le immagini realizzate per il Consorzio Progetto Museo e per il MuMe raccontano non solo la qualità pittorica della tavola, ma anche le relazioni che si sviluppano intorno ad essa: il pannello sostitutivo al museo, il prestito per la mostra di Agrigento, il catalogo Silvana Editoriale e la comunicazione istituzionale.

In questa prospettiva la fotografia diventa uno strumento di memoria e di connessione. Contribuisce a rendere accessibile l’opera mentre viaggia, sostiene il dialogo tra istituzioni e territori e documenta in modo rigoroso il patrimonio artistico che definisce l’identità culturale della città di Messina.