Duomo di San Martino a Pietrasanta di notte, con una scultura monumentale di Igor Mitoraj

Pietrasanta di notte | Arte e scultura nella città

Un percorso fotografico tra arte contemporanea e architettura

Pietrasanta è un piccolo centro della Versilia con una straordinaria concentrazione di arte e attività artistiche. Conosciuta come la Piccola Atene, deve la propria identità culturale soprattutto alla lunga tradizione della lavorazione del marmo e del bronzo, favorita dalla vicinanza alle cave delle Alpi Apuane.

Gallerie d’arte, studi di artisti, laboratori di scultura, botteghe specializzate e fonderie artistiche costituiscono un tessuto produttivo e culturale che ha reso Pietrasanta un punto di riferimento internazionale. Qui artisti provenienti da tutto il mondo hanno trovato non soltanto spazi espositivi, ma soprattutto maestranze altamente specializzate, capaci di tradurre progetti e intuizioni in opere anche di grandi dimensioni.

Nel 2015, durante una passeggiata serale nel centro storico, ho realizzato questa serie fotografica, attratta dalla presenza delle sculture contemporanee negli spazi urbani e dal loro rapporto con le architetture della città.

Le sculture di Igor Mitoraj

Tra le opere che caratterizzavano Pietrasanta in quell’occasione, particolare rilievo avevano le sculture di Igor Mitoraj, protagonista nel 2015 della mostra Mitoraj. Mito e Musica.

Le sue figure monumentali, ispirate alla statuaria classica, presentano corpi frammentati, arti mancanti, volti enigmatici e superfici segnate da fratture. Forme che richiamano l’antichità, ma che attraverso l’incompletezza e la dimensione monumentale assumono un linguaggio profondamente contemporaneo.

Nelle fotografie, le sculture dialogano con la facciata del Duomo di San Martino, il campanile e gli edifici circostanti. La luce artificiale accentua i volumi, mette in evidenza la materia e crea forti contrasti con le zone d’ombra.

Ho fotografato alcune opere da differenti punti di vista, soffermandomi sui particolari anatomici, sulle superfici e sulle relazioni spaziali con l’architettura. Le grandi figure, osservate dal basso o attraverso inquadrature ravvicinate, acquistano una presenza diversa, talvolta quasi astratta.

Gli affreschi di Fernando Botero

Un altro incontro significativo è quello con l’opera di Fernando Botero, artista colombiano che ha mantenuto un legame profondo con Pietrasanta, dove ha vissuto e lavorato a lungo.

La Chiesa di Sant’Antonio Abate, conosciuta anche come Chiesa della Misericordia, ospita due grandi affreschi realizzati nel 1993: La Porta del Paradiso e La Porta dell’Inferno. Nella Porta del Paradiso, dominata dalla figura della Madonna con il Bambino, compaiono angeli, personaggi e simboli che evocano la salvezza e la dimensione celeste. Nella Porta dell’Inferno, invece, demoni, fiamme e figure grottesche danno vita a una rappresentazione drammatica, attraversata anche da riferimenti ai mali della storia moderna.

Il contrasto tra le due opere, così diverse per atmosfera e colore, testimonia la capacità di Botero di affrontare temi tradizionali attraverso una visione personale, nella quale convivono ironia, inquietudine e critica della realtà.

Pietrasanta, una città dove l’arte è parte della vita quotidiana

L’aspetto che più colpisce di Pietrasanta è la naturale convivenza tra la dimensione quotidiana e quella artistica. Le opere non sono soltanto custodite nei musei o nelle gallerie, ma occupano piazze, strade e spazi pubblici, diventando parte del paesaggio urbano.

Passeggiando nel centro storico si incontrano sculture monumentali, opere astratte e installazioni contemporanee, mentre poco distante continuano le attività delle gallerie e dei laboratori.

Di sera, la luce delle vetrine e dei lampioni si mescola a quella che illumina le opere e gli edifici storici. Le persone attraversano le piazze, si fermano davanti alle sculture o semplicemente passeggiano, in una città che sembra vivere l’arte come una presenza familiare.

Nelle fotografie racconto proprio questa relazione tra opere, luoghi e vita urbana, alternando vedute d’insieme a dettagli e punti di osservazione più ravvicinati.

La luce notturna diventa un elemento determinante: isola le forme, modifica la percezione delle proporzioni e lascia emergere dal buio particolari che durante il giorno potrebbero passare inosservati.