Nel 2015 Milano ha ospitato l’Esposizione Universale dedicata al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Per sei mesi, architetture, padiglioni, installazioni e spazi espositivi hanno trasformato una vasta area della città in un luogo attraversato da culture, linguaggi e visioni provenienti da tutto il mondo.
Ho realizzato queste fotografie durante la mia visita a Expo Milano 2015, muovendomi tra i padiglioni e osservando non soltanto le architetture, ma anche ciò che accadeva intorno ad esse.
Attraversare Expo
In un luogo costruito per essere spettacolare e continuamente fotografato, il mio interesse si è rivolto soprattutto alle relazioni tra architettura, spazio e presenza umana.
Le forme dei padiglioni, le geometrie delle strutture, le superfici, i colori e la luce cambiano continuamente mentre ci si sposta da uno spazio all’altro. A modificarne la percezione sono anche le persone: figure isolate o immerse nella folla, presenze temporanee all’interno di architetture pensate esse stesse per avere una durata limitata.
Fotografare Expo ha significato attraversare questa successione di ambienti cercando, all’interno della complessità visiva, immagini capaci di vivere anche oltre la funzione documentaria.
Un paesaggio temporaneo a Milano
Riguardate oggi, a distanza di oltre dieci anni, queste fotografie assumono inevitabilmente un significato diverso. Molte delle architetture che vi compaiono erano state concepite per esistere soltanto durante l’Esposizione Universale e quel paesaggio, così riconoscibile nel 2015, non esiste più nella stessa forma.
Le oltre trenta immagini raccolte in questa sequenza restituiscono così non soltanto l’esperienza di una visita, ma anche la memoria visiva di un luogo temporaneo: frammenti di architetture, persone, dettagli e situazioni osservati durante il loro breve tempo di esistenza.
Expo Milano 2015 diventa, attraverso la fotografia, un paesaggio che continua a esistere nelle immagini.



