Paesaggio del deserto egiziano lungo la strada per Abu Simbel

Deserto egiziano. Sulla strada per Abu Simbel

Il viaggio verso Abu Simbel comincia molto prima dell’arrivo. Per diverse ore la strada attraversa il deserto egiziano seguendo una linea quasi continua, circondata da un paesaggio che, a un primo sguardo, potrebbe sembrare immobile e sempre uguale.

Osservandolo più attentamente, però, il deserto rivela continue variazioni. Cambiano il colore e la consistenza del terreno, la forma delle alture, la distanza dell’orizzonte. Alla sabbia si alternano distese più scure e pietrose; lungo il percorso compaiono tralicci, costruzioni isolate, mezzi pesanti e piccoli insediamenti. Sono presenze sporadiche, ma sufficienti a modificare la percezione di uno spazio che non è affatto vuoto.

Fotografare il paesaggio in movimento

Ho realizzato queste fotografie durante il trasferimento, guardando ciò che scorreva oltre il finestrino. Fotografare da un veicolo in movimento significa non poter scegliere fino in fondo il punto di vista o attendere le condizioni ideali. Bisogna osservare, intuire ciò che sta per entrare nell’inquadratura e scattare prima che scompaia. La fotografia diventa così un gesto rapido, legato al passaggio e alla memoria.

Il mio sguardo si è soffermato soprattutto sugli elementi che interrompevano l’apparente continuità del paesaggio: un camion lungo la strada, una costruzione solitaria, i tralicci disegnati contro il cielo, uno pneumatico abbandonato nella sabbia, un animale morto sul margine del percorso. Segni differenti della presenza umana, del transito e dell’abbandono.

Poi, quasi senza preavviso, nel paesaggio arido appare una fascia di terreno coltivato. Il verde, netto e inatteso, introduce un contrasto che sembra irreale. È un’immagine che racconta quanto questo territorio sia attraversato e trasformato dall’uomo, anche nei luoghi che appaiono più lontani e inospitali.

Questa sequenza non vuole restituire una visione spettacolare o idealizzata del deserto. Racconta piuttosto l’esperienza concreta del suo attraversamento: il tempo trascorso sulla strada, la distanza, l’attesa e i frammenti osservati per pochi istanti. Immagini nate in movimento, nelle quali il paesaggio non è soltanto uno sfondo, ma una presenza che cambia lentamente e accompagna il viaggio fino ad Abu Simbel.