Mattino luminoso sulla Promenade des Anglais a Nizza con linea d'orizzonte sospesa tra cielo e mare

Coordinate invisibili

Tre luoghi geograficamente distanti, tre immagini in bianco e nero, tre differenti percezioni dello spazio.

Nizza, New York e Gibellina non condividono un paesaggio, un’architettura o una storia. A collegarle è una trama di relazioni visive che emerge attraverso l’inquadratura: linee, proporzioni, geometrie e profondità.

Coordinate invisibili nasce dall’accostamento di tre fotografie nelle quali lo spazio, oltre a essere soggetto, diventa elemento compositivo ed espressivo.

Geometrie apparenti

Il filo conduttore della trilogia è la tripartizione dello spazio, una struttura ricorrente che assume forme differenti in ciascuna immagine.

La scansione orizzontale di un paesaggio marino, la moltiplicazione delle prospettive in un’architettura contemporanea e la geometria delle superfici di cemento costruiscono tre visioni autonome, accomunate da un equilibrio tra ordine e percezione.

Il bianco e nero sottrae il colore alla lettura dell’immagine, accentuando i rapporti tra luce e ombra, pieni e vuoti, superfici e profondità.

Tre luoghi, tre percezioni

Attesa sospesa — Nizza

Sulla Promenade des Anglais, il cielo, il mare e il lungomare disegnano tre fasce orizzontali. Le sedie rivolte verso l’orizzonte e le presenze umane introducono una dimensione di attesa, in un paesaggio dominato dalla quiete e dall’immensità dello spazio aperto.

Mattino luminoso sulla Promenade des Anglais a Nizza con linea d'orizzonte sospesa tra cielo e mare
Attesa sospesa, realizzata alla Promenade des Anglais, lungomare di Nizza.

Finestra verticale — New York

Dal SUMMIT One Vanderbilt, la città si frammenta e si moltiplica attraverso superfici riflettenti e aperture verticali. Architetture, figure e riflessi si sovrappongono, rendendo incerti i confini tra spazio reale e spazio percepito. La geometria diventa vertigine.

Veduta riflessa dal SUMMIT One Vanderbilt a New York con giochi di specchi e prospettive verticali
Finestra verticale, scattata dal grattacielo SUMMIT One Vanderbilt di New York.

Memoria custodita — Gibellina

Al Grande Cretto di Alberto Burri, la materia e le fratture del cemento disegnano una geografia della memoria. Le superfici monumentali restituiscono un paesaggio nel quale la geometria non è soltanto forma, ma traccia di ciò che non esiste più.

Particolare del Grande Cretto di Burri a Gibellina, superficie materica dedicata alla memoria del terremoto
Memoria custodita, scattata al Grande Cretto di Burri di Gibellina.

Le coordinate della percezione

Attesa, vertigine e memoria sono tre esperienze differenti, accomunate dal rapporto tra lo sguardo e lo spazio.

Le coordinate che collegano queste immagini non appartengono alla geografia. Emergono dalle relazioni tra forme, proporzioni e significati, attraverso una costruzione visiva che rende vicini luoghi apparentemente lontani.

Esposizioni

Biennale di Messina 2025 — Palazzo Zanca, Messina

Le fotografie Attesa sospesa (Nizza) e Finestra verticale (New York), appartenenti alla trilogia Coordinate invisibili, sono state esposte nel foyer di Palazzo Zanca, tra settembre e ottobre 2025, nell’ambito della Biennale di Messina dedicata al tema dell’Emozione.